Il Volo torna a cantare davanti la reggia vanvitelliana dopo due anni. "Non potevamo desiderare migliore chiusura per il nostro tour" così il Volo saluta la platea della tappa casertana del tour che suggella i diciotto anni di sodalizio musicale. "O sole mio" tra le prime canzoni che hanno eseguito, insieme a "Granada", "Torna a Surriento". "Questo brano che abbiamo appena cantato qui assume un altro significato" ricorda Pietro Barone, poi fa un elogio al maestro Morricone, che ha scritto melodie indelebili, accompagnato da un grande applauso, precede l'esecuzione di "Cinema paradiso (se)". Il pubblico partecipa: applaude, tiene il ritmo quando il brano permette. Arriva il momento della lirica, le esecuzioni sono accompagnate dal maestro Edmondo Savio al piano, e da un'orchestra, diretta dal maestro Gianpiero Grani.

I cantanti lasciano il pubblico ad una pausa strumentale "Intermezzo cavalleria rusticana". Rientrano con "My Way" e poi una chiacchierata con il pubblico, con cui hanno scherzato, sopratutto con il signor "Antonio" in terza fila "costretto" dalla moglie a partecipare al concerto. Raccontano che ci tengono, nonostamte siano un trio, alla propria individualità figlia anche di tre vocalità differenti, quindi lasciano il palco a Gianluca Ginoble, il "bello" del gruppo. Si racconta a cuore aperto, poi canta la sua canzone preferita "Mi sono innamorato di te" di Luigi Tenco, viene raggiunto da Ignazio Boschetto con cui canta "Unchained Melody", celeberrima canzone del fillm "Ghost", che dedicano a tutti gli innamorati, e, neanche a dirlo alla coppia della terza fila. Arriv il momento di Pieroo Barone con "No puede ser". Il momento di Ignazio Boschetto, che avrebbe dovuto cantare "Almeno tu nell'Universo" ma confessa che non poteva esimersi, vista la location e il suo amore per Pino Daniele, a fare un omaggio al grande indimenticato e indimenticabile. Invita sul palco Roberto Colella, insieme regalano una versione indimenticabile di "Alleria".

Tra i momenti più simpatici del concerto gli "skatch" con il pubblico quando continuavano a salutare ricordando la propria provenienza chi dal Canada, chi dalla Spagna, Argentina, Brasile e hanno commentato "ma uno di Caserta c'è?" suscitando l'iralità del pubblico. Oppure quando Gianluca è sceso dal palco per fare una foto con una fan e una delusa ha urlato "Se n'è jut?", un signore del pubblico ha poi commentato "è francese?" tra le risate del pubblico Piero Barone ha risposto "non credo proprio". I tre cantanti, hanno dimostrato di esseee grandi performer, non solo le doti musicali ma anche presenza scenica e doti da intrattenitori.
Prina di andare via hanno ringraziato così: "Un artista senza il suo pubblico è nessuno e noi, senza di voi non saremmo qui" dedicando "Il Mondo" proprio a loro. Spente le luci si sono riaccese per un ultimo saluto, molti sono corsi sotto il palco. A luci spente una fila ordinata e composta ha preso le varie uscite, lasciandosi alle spalle la reggia e una serata da ricordare.