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sabato 19 dicembre 2020

Pietro Cortese: una vita dietro l'obiettivo

 Napoletano, classe 1990, Pietro Cortese praticamente cresce con la macchina fotografica tra le mani e nella testa.


Muove i primi passi nello studio fotografico del padre, e già appena ventenne inizia a percorrere la sua strada in ambito artistico. 



Si specializza nella fotografia di moda e di ritratti di artisti. Iniziano le collaborazioni con i brand, per cui diventa punto di riferimento come fotografo,direttore artistico.  


Fabrizio Corona, Emanuela Tittocchia, Giovanni Masiero, Francesco Monte, sono solo alcuni dei personaggi che ha catturato con l'obiettivo.

Dal 2017 inizia la collaborazione con il Magazine "Playboy", inoltre tra le sue pubblicazioni si annoverano: Sport Mediaset, Tutto, ORA, Di Tutto. Uno stile minimalista per il fotografo, 



di cui si apprezzano le linee pulite, la naturalezza degli scatti, non eccedendo mai troppo in correzioni al Photoshop, 



in quanto predilige un uso sapiente della tecnica fotografica e della luce. Se è vero che fotografia significa "scrivere con la luce" crediamo sia proprio la scelta giusta. 



martedì 6 ottobre 2015

Una stanza d'albergo, una capsula del tempo

Avete mai guardato una stanza d'albergo prima di partire? La valigia sull'uscio, la borsa sopra, le chiavi infilate dietro la porta socchiusa e poi quel pensiero: "Lancio l'ultimo sguardo", la scusa è sempre il controllo prima di partire, l'ennesimo, per essere sicuri di non aver dimenticato proprio nulla, la verità è che probabilmente vogliamo dare l'ultimo sguardo a ciò che siamo stati lì. Una stanza d'Hotel come una capsula del tempo: ciò che eravamo non saremo più. Non siamo più gli stessi che sono entrati, ma in un certo senso lasciamo una parte di noi, sì, è come se tra gli asciugamani usati a terra, il letto sfatto, i cartellini staccati dagli abiti nuovi e lasciati sul comodino, il bagnoschiuma lasciato a metà nel bagno, ci fosse una parte di noi. Chissà dove, forse è ancora fuori al balcone che guarda il panorama, così iniziano i ricordi, le cose che abbiamo vissuto in quei metri quadrati si ammassano l'una sull'altra iniziando a riempire quello spazio che è stato per un periodo casa. Probabilmente dentro di noi sappiamo la verità, sappiamo che in realtà non stiamo cercando nulla che potremmo dimenticare, quello lo abbiamo già fatto una o due volte prima. Stiamo cercando quella parte di noi, chissà dove sarà, nascosta dietro la tenda, fuori al balcone a fumare l'ultima sigaretta, al telefono, in bagno davanti allo specchio ... In realtà stiamo salutando la "me" che eravamo, quella che lì è maturata, ha vissuto, amato, riso, pianto, quella che, perennemente in ritardo, si è preparata alla velocità della luce, che nervosa con una sigaretta nella mano e la cornetta nell'altra con una voce familiare si è sentita a casa e ancora quella che ha spento la luce e chiuso i pensieri negativi fuori la porta. Salutando lei tiriamo un grande respiro pronte ad essere quella che, uscendo da quella stanza, si volterà solo per girare la chiave, che, una volta consegnata le aprirà la strada per andare ... Perché da un viaggio si torna sempre diversi, anche se, infondo, sé stessi. Foto Fabio Donadeo; Model: Simona Iacolare; Hair Stylist: Naomi Liccardo; Make Up Artist: Fabiana Amabile; Stylist: Giuseppe Cotugno

giovedì 2 maggio 2013

Who is Thom Rever?

Thom Rever è fondamentalmente un’artista. Un’artista che ha studiato, che ha perfezionato la sua attitudine sposandola con l’arte, con la moda. Osservare è un mestiere? Si può farlo con l’anima? Se vi ponessi queste domande davanti ad uno dei suoi scatti non potreste che rispondere affermativamente. Prendete un’artista, dategli la sua musa e mettete a disposizione tutte le emozioni che ci sono attorno. Lui le raccoglierà, le intreccerà, donandovele nuovamente con un’altra veste. Quelle emozioni vi emozioneranno. Guardare sarà un sentire, sarà un vedere oltre, sarà un vivere, sarà emozione. Osservare, catturare, prendere la realtà e ridisegnarla. Giocare con un momento, con un pensiero, con uno sguardo, con un capriccio, con un capello che ribelle segue il vento. Non chiedete al vento di soffiare dove volete. Non ordinate al timido sole di splendere quando più ne avete bisogno. Non imponete alla luna di far capolino quando più lo desiderate. Aspettate. Aspettate che sia il momento giusto. Come quello di uno scatto.