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mercoledì 17 giugno 2015

Esami 2015, destino e sogni

La notte, il foglio bianco. Rieccomi. Quante coincidenze oggi. Coincidenze? Sono fatalista, troppo a volte, sono sempre convinta che ci sia qualcosa di oltre ciò che accade e che vediamo. Piano piano, spesso, cerco di unire i puntini cercando di capire il disegno del destino. Aliquis stat pro aliquo. Qualcosa sta per qualcos'altro. Un segno. Sempre. La vita mi sorprende sempre, ma non mi fermo mai all'apparenza, scavo in fondo, vado a pensare a quel gesto, a quel fatto, a quella coincidenza, che spesso coincidenza non è. Ci sarà un perché, il tempo me lo svelerà. Quanto mi siete mancati. Ma ormai sapete che senza l'ispirazione proprio non riesco a mettere la penna sul foglio. Oggi è la notte prima degli esami di maturità 2015, ho pensato ai miei esami qualche giorno fa, 11 anni sono tantissimi, e ho pensato a tutti gli esami che ho dovuto superare dopo quello, al primo giorno di esami, al tema. Oggi ho incontrato una ragazza,era carina, dolce, poco abituata all'eccentricità della vita, alla sua stranezza e mille sfumature, probabilmente troppo abituata alla grigia normalità di una ripetitiva quotidianità. Lavorava, io la osservavo, curiosa come una bambina, analitica, mille domande, e lei mille risposte, sempre disponibile, serafica, sorridente. L'amore, il lavoro, i sorrisi. "Avrei voluto fare l'Università. Non mi sono iscritta per paura degli esami". L'ho guardata e le ho detto: "Gli esami non finiscono mai, non bisogna averne paura. Anche ciò che fai ora è un esame, sei sottoposta continuamente sotto esame". "Avrei voluto fare lettere ..." Qualcosa ha spostato la nostra attenzione, non ricordo cosa adesso, ciò che so è che avrei dovuto dirle di non spegnere i suoi sogni, di riprendere le sue ambizioni, di non avere paura. Avrei dovuto dirle che tutti abbiamo avuto paura di qualcosa, che le paure però si superano, le vittorie si conquistano, step by step ... Passo dopo passo. Avrei dovuto dirle che la vita è una sola e dobbiamo viverla tutta d'un fiato, di non pensare di essere arrivata, perché non si arriva mai e ogni giorno può essere un nuovo inizio. Lei non lo sa, ma il mio esame più tosto probabilmente l'ho sostenuto in parte, davanti ai suoi occhi. Foto Tim Walker

lunedì 12 maggio 2014

Meno opinioni più pensieri

Miei cari lettori, mi ritrovo dinanzi al solito foglio bianco dopo giorni di riflessione. Sono state settimane particolari per la mia vita e direi anche per l’agenda setting! Proprio in questi tempi in cui tutti sono bravi ad improvvisarsi psicologi, criminologi, esperti di moda, medicina, calcio, ultras e dinamiche particolari solo per dire la propria da un pulpito, qualsiasi esso sia (anche dal proprio profilo social) io voglio parlare del nulla e di niente perché spesso c’è bisogno di meno opinioni e più pensieri. La vita insegna tanto solo a chi ha buon orecchio, e sa ascoltare sotto il rumore, a chi ha buona vista per riuscire a leggere tra le righe. “Niente succede a caso” ultimamente questa frase mi è stata ripetuta spesso da chi con fermezza sostiene questa “filosofia” se così vogliamo chiamarla, e l’ho sentita in occasioni diverse e riferita a situazioni differenti. Probabilmente è così, nulla succede a caso, tutto nella vita ci insegna qualcosa, le persone, soprattutto le persone. Quante volte ci è capitato di pensare ad un preciso istante della nostra esistenza e pensare che se avessimo agito in maniera diversa qualcosa sarebbe cambiato? Lo avete trovato? Nella mia mente quel frame è chiaro e nitido. Seduta sulle scale, con il telefono tra le mani e tanta voglia di scendere. Lo ricordo bene, quel secondo è vivido nella mia mente. Se esistesse il tasto rewind, probabilmente oserei. Togliamo il probabilmente. Non importa, ogni presenza è arrivata per lasciarti un insegnamento, una lezione, una speranza. Spesso quando ce ne rendiamo conto la presenza si è tramutata in assenza, che sia la vita o la morte a portare via quella persona non conta, ciò che importa è portare il suo insegnamento.