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venerdì 24 luglio 2026

Il Consorzio del Ragusano DOP verso l'ingresso in AFIDOP

Il Consorzio di Tutela del Ragusano DOP ha avviato il percorso di adesione ad AFIDOP – Associazione Formaggi Italiani DOP e IGP, rafforzando la rete delle eccellenze casearie italiane e il sistema delle produzioni certificate.
L'annuncio è arrivato in occasione della seconda edizione di We-Cheese – Il Ragusano DOP e i formaggi iblei, in corso a Ragusa Ibla, dove AFIDOP ha ribadito il proprio impegno nel sostenere i Consorzi di tutela e promuovere la collaborazione tra le DOP.


Nel corso della manifestazione il presidente di AFIDOP, Antonio Auricchio, ha partecipato agli appuntamenti istituzionali e agli incontri con le altre DOP siciliane, oltre a visitare alcuni caseifici del territorio. «L'ingresso del Consorzio del Ragusano DOP rappresenta un importante valore aggiunto per AFIDOP e rafforza la rappresentanza delle eccellenze casearie italiane», ha dichiarato Auricchio, sottolineando l'importanza di fare sistema per promuovere e valorizzare le produzioni certificate in Italia e all'estero.



mercoledì 22 luglio 2026

"Te le do io le bollicine" successo per la sedicesima edizione

Ottimo perlage, una sera di luglio illuminata da luci dorate che scendono a pioggia, il mare a fare da cornice. Questi gli ingredienti della sedicesima edizione de "Te lo do io le Bollicine" che si è tenuto al Nabilah, lunedì 20 Luglio. L’evento, che conclude le attività annuali dall’AIS Napoli, con la consegna dei diplomi ai neo sommelier, raccoglie tanti appassionati delle bollicine e del buon bere. Novità dell'edizione 2026, la consegna dei diplomi della nuova figura professionale di Champagne Specialist.



Ormai consacrato tra gli eventi dedicati alle bollicine più importanti di tutto il Sud Italia, l'appuntamento serale ha vissuto momenti di aggregazione e brindisi. Quello più sentito dedicato a Luca Iannuzzi, titolare del Nabilah, prematuramente scomparso. A dedicarlo, Tommaso Luongo, presidente AIS Campania, che ha dedicato la serata all'illuminato deus ex machina dello splendido locale. 



Eccellenza è stata la parole d'ordine e il trait d'union del percorso degustativo, che ha unito tutti i gusti e le tendenze.Da Caracol, con le sue suggestioni stellate a Bertie's Bistrot ed Essencia, da Cargo in collaborazione con il Ristorante Il Riccio ai gusti internazionali con Ego Sushi, Konhoa e Reiwa Sushi. Spazio alla cucina contemporanea con Nunù Trattoria Moderna e Magma Bistrot, Carnoso Divino. 



Ambasciatori della cucina flegrea: White Chill Out, Fucina Flegrea, Aguglia e 'O Cuzzetiello Napoletano, con l'arte della pizza rappresentata da Kuma 65 e Impasto Vivo. Oltre cento etichette: Ferrari F.lli Lunelli, Ca' del Bosco, Monsupello e Ferghettina, e le perle del territorio come La Sibilla, Cantine del Mare e Salvatore Martusciello, inoltre il metodo classico "non classico" di Barbato. Dulcis in fundo verso, le creazioni di Davide Botti, Ciro Maiorano e della Pasticceria Kolibri. Il ritmo dei Malanotte e le selezioni di DJ Kosha hanno accompagnato gli ultimi brindisi e qualche salto in pista.



martedì 14 luglio 2026

Frutta e verdura pronte, lo studio: costano meno del fresco da preparare

Comprare un'insalata già lavata o un minestrone pronto non significa necessariamente spendere di più. Anzi, considerando tutti i costi nascosti della preparazione domestica, i prodotti ortofrutticoli di IV e V gamma possono risultare più convenienti rispetto alla frutta e alla verdura acquistate fresche e lavorate in casa.



È quanto emerge da uno studio di AstraRicerche, presentato dal Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV e V Gamma di Unione Italiana Food in occasione della Giornata nazionale dell'Insalata Mista. L'analisi introduce il concetto di "value for money", includendo nel confronto non solo il prezzo pagato alla cassa, ma anche il tempo impiegato per la spesa e la preparazione, gli scarti inevitabili, la resa effettiva delle materie prime e i consumi energetici.

I risultati mostrano risparmi significativi: le zuppe pronte sono più convenienti del 55%, la rucola del 51% e il minestrone del 42%. Seguono il cocco (-30%), la macedonia (-12%) e l'insalata (-10%). Nel caso dell'ananas, il costo complessivo delle due soluzioni è sostanzialmente equivalente, ma il prodotto già pronto offre vantaggi in termini di praticità e riduzione degli sprechi.


Lo studio evidenzia come, soprattutto per preparazioni che richiedono numerosi ingredienti o una lunga lavorazione, il costo reale del "fatto in casa" possa superare quello del prodotto pronto al consumo. Per effettuare il confronto, AstraRicerche ha considerato i prezzi medi della grande distribuzione, la resa degli alimenti, i tempi medi di acquisto e preparazione, i consumi energetici e un valore convenzionale del tempo pari a 9 euro lordi all'ora.

Oltre al possibile risparmio economico, i prodotti di IV e V gamma vengono indicati come una soluzione capace di ridurre gli sprechi alimentari, facilitare la gestione delle porzioni e limitare il consumo di acqua e di energia nelle preparazioni domestiche.



giovedì 9 luglio 2026

In Tremila a "Cenando sotto un Cielo Diverso" tra stelle della cucina e dello show

 Coniugare charity all'arte del buon bere e buon mangiare, conciliando una serata curata nei minimi dettagli è la firma che "Cenando sotto un cielo diverso" apporta da diversi anni agli eventi e questa diciottesima edizione ne è stata il suggellamento. L'evento, che si è tenuto il 7 Luglio in Villa Toni, presso il Complesso Zeno di Ercolano ha visto oltre tremila ospiti, che hanno risposto all'invito a donare di Alfonsina Longobardi, deus ex machina dell'evento benefico, che raccoglie fondi per vari progetti sostegno all’infanzia e cooperazione internazionale.


Un percorso enogastronomico di grande eccellenza ha guidato gli ospiti di sapore in sapore, tra accostamenti creativi, rivisitazioni di piatti della tradizione e eccellenze stellate. Ad accompagnare gli assaggi, musica, performance artistiche e ospiti dal mondo della musica, del cinema e delle arti che hanno testimoniato con la propria presenza l'importanza di sostenere progetti benefici ben strutturati e di livello internazionale. 


In questo la psicologa Longobardi, è maestra, da anni si spende per chi abbia bisogno a più livelli, costruendo una realw opportunità. Dal suo viaggio on Africa è tornata con gli occhi pieni di gioia e il cuore con la voglia di fare di più. “Questa edizione, dedicata a 'I Colori della Diversità', nasce da un'esperienza che ho vissuto profondamente in Africa, dove la fragilità non spegne la luce, ma la esalta. 


Vedere oltre 3000 persone riunite conferma che la diversità è un’umanità condivisa. Il nostro progetto mette al centro l'essere umano: ogni contributo raccolto si trasformerà in un atto d'amore concreto per i bambini, sia qui in Campania che nei villaggi del Kenya, perché la solidarietà non conosce confini”. Ha dichiarato l'organizzatrice. A conditre la serata Ida Piccolo, con la sua voce ha accompagnato gli ospiti nello spettacolo creato per la serata. Peppe Laurato, Jhosef Zampella, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Mario Forte, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, le Sex and the Sud, Marica Gambardella e molti altri si sono avvicendati durante la serata con momenti di musica e comicità. 



Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, le stelle Michelin, che hanno prestato il volto e la propria arte alla serata. Non è mancato, come anticipato prima il sostegno di volti noti come Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro, Flavio Pagni, Walter Garibaldi e Rosario Verde. Cuore pulsante dell’evento la presenza fattiva delle associazioni e delle realtà sociali: gli allievi dell'Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia hanno affiancato gli chef, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano sono stati protagonisti di un percorso di partecipazione che ha dimostrato come il valore umano superi ogni barriera.



venerdì 3 luglio 2026

Summer Fancy Food Show 2026: con AFIDOP presenza dei formaggi DOP e IGP italiani negli Stati Uniti

Si è conclusa la partecipazione di AFIDOP al Summer Fancy Food Show 2026, la principale manifestazione nordamericana dedicata alle specialità alimentari, che si è svolta dal 28 al 30 giugno al Javits Center di New York. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per promuovere le eccellenze casearie italiane certificate e rafforzarne il posizionamento in uno dei mercati più strategici per il Made in Italy.

Nel corso della manifestazione, l’Associazione ha ribadito il proprio impegno a sostegno dei Consorzi di tutela nella valorizzazione dei formaggi DOP e IGP e nella difesa dell’autenticità delle produzioni italiane sui mercati internazionali. «Gli Stati Uniti si confermano un mercato fondamentale per le nostre denominazioni», ha dichiarato il presidente di AFIDOP, Antonio Auricchio, sottolineando come la domanda di autentici formaggi DOP italiani continui a crescere nonostante le sfide commerciali e il fenomeno dell’Italian Sounding.



Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026, la partecipazione di AFIDOP all’Authentic Italian Aperitivo – Celebrating Italian Cooking: The First in the World, iniziativa promossa dall’Italian Trade Agency per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Durante l’evento, l’Associazione ha proposto un percorso di degustazione dedicato ai formaggi DOP e IGP italiani, valorizzandone qualità, origine e legame con i territori di produzione.

La presenza di rappresentanti delle istituzioni italiane, tra cui l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Marco Peronaci, il presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha confermato il ruolo centrale delle produzioni certificate nella promozione della cultura gastronomica italiana nel mondo.



Gli Stati Uniti restano il principale mercato extraeuropeo per i formaggi italiani DOP e IGP e un punto di riferimento per l’export del settore. In questo contesto, AFIDOP continuerà a investire in attività di promozione e informazione per rafforzare la conoscenza delle denominazioni italiane e contrastare le imitazioni che minacciano il valore delle produzioni autentiche.

mercoledì 1 luglio 2026

Cenando sotto un cielo diverso: svelato il programma

 È stata un evento nell'evento la conferenza di presentazione della diciottesima edizione di "Cenandl sotto un Cielo diverso", che quest'anno celebrerà "i colori della diversità". Si terrà il 7 Luglio in Villa Tony, al Complesso Zeno di Ercolano, la kermesse di Alfonsina Longobardi, psicologa che dedica gran parte della sua esperienza al charity.



La sua ultima esperienza l'ha portata in Africa, luogo dove la diversità viene percepita come un'umanità condivisa e la fragilità , ma la esalta. Il claim "I Colori della Diversità" racconta proprio la capacità di persone e professionisti di incontrarsi per costruire un progetto che mette al centro l'essere umano e il valore della condivisione.

Svelato il programma della serata e tutte le novità di questa attesissima edizione. Sarà, come nello stile dell'evento, un percorso enogastronomico che vedrà oltre 270 protagonisti, tra produttori di nicchia campani e nazionali, chef, pizzaioli, pasticcieri e panificatori. Tra le novità di questa edizione figurano lo spettacolo del freestyle della pizza con Angelo Tramontano e Antonio Fiorillo, sei postazioni dedicate alle braci e una postazione con l'idrosommelier. Gli allievi dell'Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia prepareranno i piatti insieme agli chef, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano saranno protagonisti di un percorso di partecipazione attiva che dimostra come il valore umano superi ogni barriera. Gli chef testimonial saranno: gli stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, interpreti eccellenti della cucina Campana, che sanno coniugare eccellenza, territorio e sensibilità sociale. Svelati, in sede di conferenza, anche i nomi che caratterizzeranno lo show durante la serata. 



Gli interventi saranno introdotti dalla presentatrice Ida Piccolo, che accompagnerà il pubblico nel corso dell'evento. Sul palco si alterneranno Mago Leo, Peppe Laurato, Sfarz, Salvatore Turco, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Jhosef Zampella, Giusy Freccia, Luisa Esposito, Floriana De Martino, Anna Capasso, Gianluca Zeffiro, Mario Forte, Marika Gambardella, Marco Cusitore, Luca Formicola (Two Fat Brothers), Roberto Russo, Mixed by Erry, Packy Stile, Yassmin Pucci, Enzo Paudice e Raffaele Polito, regalando al pubblico momenti di musica, comicità, emozione e spettacolo nel segno della solidarietà.

A testimoniare e sostenere i valori della manifestazione ci saranno inoltre numerosi volti noti del panorama artistico e dello spettacolo, tra cui Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro e Rosario Verde, che con la loro presenza contribuiranno a diffondere il messaggio di inclusione e partecipazione che da sempre caratterizza "Cenando sotto un Cielo Diverso".



Fondamentale per la realizzazione della manifestazione è il sostegno dei partner che hanno scelto di condividere i valori di inclusione, solidarietà e responsabilità sociale che da sempre caratterizzano l'iniziativa. Tra questi figurano Villa Tony, Goeldlin Collection, Gerli, Le Delizie, Nuceria Inox, Cooperativa Sociale Sirio, Primi Exotic Fruit e Rugiada Società Cooperativa Sociale.

venerdì 5 giugno 2026

“Profumi di Toscana & Friends” a Borgo Scopeto

Si è conclusa con successo la prima edizione di “Profumi di Toscana & Friends”, che si è tenuta a Borgo Scopeto. Una serata dedicata alle eccellenze agroalimentari toscane nel cuore del Chianti Senese, che ha visto una grande partecipazione, che è stata promossa dal Consorzio della Finocchiona IGP insieme alla prestigiosa struttura ricettiva immersa tra le colline senesi.


Protagonista dell'iniziativa è stata la Finocchiona IGP, simbolo della tradizione gastronomica toscana, affiancata da altre importanti produzioni certificate come il Pane Toscano DOP e la Cinta Senese DOP. Ospite speciale della serata il Gorgonzola DOP, che ha rappresentato il legame tra le eccellenze dei diversi territori italiani accomunate dalla qualità certificata.

Il percorso di degustazione è stato arricchito dalla presenza della Gelateria Dondoli e di BIS Osteria Contemporanea, mentre la cucina di Borgo Scopeto, guidata dallo chef Pietro Fortunati, ha proposto una serie di creazioni pensate per valorizzare le caratteristiche aromatiche della Finocchiona IGP. Tra i partner dell'evento anche Visionair Gin, realtà toscana che ha fatto della sostenibilità uno dei propri valori distintivi grazie all'utilizzo di botaniche selezionate e di una bottiglia in acciaio inox completamente riutilizzabile.


L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di incontro tra produttori, operatori del settore e appassionati, confermando il valore delle collaborazioni tra il mondo dell'agroalimentare certificato e quello dell'ospitalità.

“Siamo estremamente soddisfatti della riuscita di questa prima edizione – ha dichiarato Alessandro Iacomoni, presidente del Consorzio della Finocchiona IGP –. La grande partecipazione conferma l'importanza di creare occasioni capaci di valorizzare il patrimonio enogastronomico e il territorio che lo esprime”.



Grazie alla sinergia tra tutti i partner coinvolti, “Profumi di Toscana & Friends” si candida a diventare un appuntamento di riferimento per la promozione delle eccellenze toscane e della cultura del buon cibo.

venerdì 29 maggio 2026

Taranto: al via il "Cozza Day"

Parte da Taranto il nuovo “Cozza Day”, iniziativa promossa nell’ambito di EGO Cozza Fest, spin off di EGO Food Fest dedicato alla valorizzazione della Cozza nera tarantina Presidio Slow Food.

Dopo il successo dell’ottava edizione di EGO Food Fest, che ha portato a Taranto oltre 170 ospiti tra giornalisti, chef, pizzaioli e produttori, nasce un programma specifico per sostenere e promuovere il comparto della mitilicoltura tarantina attraverso eventi culturali, scientifici ed enogastronomici in tutta la Puglia.


Rilanciare l’immagine della cozza tarantina; fare chiarezza sullo stato di salute delle acque i principali obiettivi dell'evento insieme a: valorizzare il prodotto come simbolo identitario del territorio e sostenere il percorso verso il riconoscimento DOP.

Durante il 1 giugno ci sarà un incontro alla Camera di Commercio Brindisi-Taranto sul tema “La Cozza Tarantina dal mare all’identità, dalla storia al futuro”, con esperti, istituzioni e rappresentanti del settore; inoltre la consegna della borsa di studio “Carlo De Donno” all’associazione Symbolum.

Il giorno seguente avverrà il lancio ufficiale del “Cozza Day”, che si celebrerà ogni 2 giugno coinvolgendo ristoranti e pizzerie pugliesi. Nel corso del Cozza Day, i locali aderenti proporranno piatti o menù dedicati allacozza nera tarantina. La prima edizione sarà inaugurata il 2 giugno con show cooking e degustazioni a Taranto e Porto Cesareo.


Gli organizzatori definiscono EGO Cozza Fest un progetto di marketing territoriale e valorizzazione culturale che unisce gusto, tradizione e identità pugliese.

L’iniziativa è ideata da Enogastro Hub APS e co-organizzata dalla Camera di Commercio Brindisi-Taranto, con il sostegno di numerosi partner pubblici e privati e nell’ambito del programma regionale “Coesione Italia 21-27”.

mercoledì 27 maggio 2026

"Cenando sotto un cielo diverso" al via la 18ma edizione

 Un traguardo che vede tanta emozione quanto lavoro quello di “Cenando sotto un cielo diverso”. Il charity event arriva alla diciottesima edizione, e si conferma come uno dei progetti enogastronomici a sfondo sociale più significativi del panorama attuale. Nato da un’intuizione di Alfonsina Longobardi, psicologa e attivista per i diritti umani, l’evento si è evoluto negli anni in una realtà strutturata che mette al centro la solidarietà e l’attenzione verso le persone fragili. C'è grande attesa per il prossimo appuntamento, fissato per il 7 luglio a Villa Tony, a Ercolano, il team organizzativo promette un'edizione ricca di sorprese.


Alfonsina Longobardi, deus ex machina dell'evento, racconta in questa intervista l’essenza di un percorso fatto di autenticità, legami profondi e nuovi impegni internazionali.

Siete arrivati alla diciottesima edizione. Che cosa rappresenta per te questo traguardo?

«Rappresenta un percorso, non solo un numero. Diciotto edizioni significano anni di lavoro, relazioni costruite e persone incontrate. È un crescendo naturale, fatto di autenticità».

Come è cambiato “Cenando sotto un cielo diverso” nel tempo?

«È cresciuto mantenendo la sua anima. All’inizio era un’intuizione, oggi è una realtà strutturata, ma il senso è rimasto lo stesso: creare connessioni vere».

In che modo la componente sociale si traduce concretamente oggi?

«Quest’anno torneremo in Africa. Inoltre, a Natale porteremo un momento di gioia ai bambini ricoverati negli ospedali e ospitati nelle case famiglia».

 


Perché proprio l’Africa? Qual è il legame speciale che unisce la tua idea di solidarietà a quella terra?


«L’Africa per me è sempre stata un richiamo interiore. Da bambina guardavo documentari sulla povertà e sognavo di poter fare qualcosa di concreto. Grazie a Live for Africa ho realizzato quel sogno, arrivando a Mombasa. Ho scoperto un’Africa sofferente ma piena di dignità, umanità e sorrisi sinceri. L’obiettivo del prossimo viaggio sarà continuare a portare aiuti concreti a villaggi, scuole e orfanotrofi, soprattutto attraverso la distribuzione di cibo. In Africa mangiare non è una scelta o un piacere, ma una questione di sopravvivenza. Ho visto bambini e anziani abbandonati perché considerati “una bocca in più da sfamare”.

Da questa esperienza ho imparato a dare valore alle cose semplici, ai rapporti umani e ai sorrisi autentici».



Che cosa hai portato con te, a livello umano e professionale, da questa esperienza? E come si riflette nell’organizzazione dell’evento del 7 luglio?

«La più grande consapevolezza che ho portato a casa è che la povertà che esiste in Africa è molto diversa dalla nostra. Qui, anche nelle difficoltà, esistono aiuti, ospedali, associazioni e strutture che possono sostenerti. Lì, invece, se non hai soldi, spesso non puoi studiare, non puoi curarti e a volte non riesci nemmeno a mangiare.

Per questo credo che ogni persona dovrebbe vivere almeno una volta l’esperienza dell’Africa. Perché l’Africa non si può spiegare: l’Africa si vive. E quando la vivi, ti rendi conto di quanto siamo fortunati nella nostra realtà occidentale e di quanto spesso diamo valore alle cose sbagliate.

Ti insegna a dare importanza alle cose semplici, ai rapporti umani, ai sorrisi sinceri e non a tutto quell’apparire che oggi, in qualche modo, ci sta facendo perdere il senso autentico della vita.

Ed è proprio questa consapevolezza che voglio portare sempre di più dentro “Cenando sotto un cielo diverso”: coinvolgere più persone possibile, sensibilizzare, crescere come progetto umano oltre che come evento e riuscire, nel tempo, a realizzare aiuti e progetti sempre più concreti per chi vive queste realtà.

E chiudo sorridendo, come fanno loro, pronunciando una frase che porto nel cuore: “Hakuna Matata”».


lunedì 4 maggio 2026

Farine alternative: il Regno Unito accelera

La crescita della popolazione mondiale porterà con sé un aumento significativo della domanda di proteine. Il problema è che le risorse per produrle non cresceranno allo stesso ritmo.

È in questo squilibrio che si inserisce la corsa alle proteine alternative: legumi, microalghe e, sempre più spesso, insetti commestibili.

Se in Europa il dibattito resta prudente e fortemente regolamentato, nel Regno Unito il mercato si muove con maggiore rapidità. A intercettare questo trend è anche l’imprenditore italiano Stefano Potortì, presidente di UK Confederation e fondatore di Sagitter Training, che ha scelto di investire nella startup britannica Edibl, attiva nella produzione di farine proteiche a base di grillo.

L’interesse verso i grilli non è casuale. Secondo i dati della FAO, questi insetti richiedono fino a sei volte meno mangime rispetto ai bovini per produrre la stessa quantità di proteine, con emissioni di gas serra decisamente inferiori.


Le farine sviluppate da Edibl dichiarano un contenuto proteico intorno al 70% e includono tutti e nove gli aminoacidi essenziali, rendendole una fonte completa dal punto di vista nutrizionale. Il vero ostacolo, però, non è tecnologico ma culturale.

Sugli scaffali dei supermercati britannici stanno comparendo sempre più prodotti a base di proteine alternative: barrette, snack, farine. Ma raramente si parla esplicitamente di insetti.

Le etichette preferiscono formule come “protein blend” o “alternative protein source”. Solo leggendo gli ingredienti si scopre la presenza di farine di grillo. Una strategia precisa: ridurre l’impatto psicologico su un consumatore che, almeno per ora, non è del tutto pronto ad accettare apertamente questo tipo di alimenti.

Sul piano normativo, il settore è tutt’altro che deregolamentato. In Europa, gli insetti rientrano nella categoria dei “novel food” e devono essere valutati dall’EFSA prima di ottenere l’autorizzazione della Commissione europea. L’iter è lungo e complesso: solo nel gennaio 2025 è stato approvato un nuovo prodotto a base di larve di tarme della farina.

Nel Regno Unito, la Food Standards Agency segue un percorso simile, ma il mercato appare più dinamico e aperto alla sperimentazione.


Nel Regno Unito, la Food Standards Agency segue un percorso simile, ma il mercato appare più dinamico e aperto alla sperimentazione.

Nonostante l’attenzione crescente, il consumo diretto di insetti resta limitato. La crescita si concentra soprattutto nei prodotti trasformati — come alimenti da forno, snack e integratori proteici — dove la presenza dell’insetto è “invisibile”.

Il settore, però, non è privo di criticità. Diverse startup europee hanno già chiuso a causa degli alti costi di produzione e delle difficoltà di scalabilità. Edibl punta a superare questi limiti attraverso l’automazione dei processi e un posizionamento orientato alla qualità.

“Le proteine alternative non sostituiranno la dieta mediterranea”, sottolinea Potortì. “Ma il sistema alimentare globale ha un problema strutturale di efficienza e sostenibilità. Questo settore rappresenta una delle risposte possibili.”

Un approccio pragmatico, che riflette anche il contesto economico in cui si muove l’imprenditore. Nonostante la Brexit, i rapporti tra Italia e Regno Unito restano solidi: secondo i dati del governo britannico, il commercio tra i due Paesi ha raggiunto i 53,6 miliardi di sterline nei quattro trimestri fino al terzo trimestre 2025.

In questo scenario, UK Confederation si posiziona come osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato britannico, accompagnando le imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione, inclusi quelli legati al food tech.




giovedì 30 aprile 2026

Fipe Confcommercio: due giorni di formazione sul vino

 ‘La carta dei vini come strumento del ristoratore. Dalla selezione al tavolo’, si svolgerà lunedì 4 maggio dalle 15 alle 17,30 nella sede di Confcommercio in via Renella e martedì 5 maggio dalle 16,30 alle 18,30 presso l’enoteca Il Torchio. Una due giorni dedicata al vino attraverso un percorso di formazione e degustazione organizzato da Fipe Confcommercio Caserta in collaborazione con l’enoteca Il Torchio.



A guidare i partecipanti durante il mini corso sarà Antonella Amodio, giornalista esperta di vini, sommelier e scrittrice. ‘Per anni – racconta - il vino è stato relegato a semplice accessorio all’interno dei ristoranti, con un ruolo spesso marginale. Il mio impegno, portato avanti con costanza nel tempo, è quello di ripensare la cantina come un elemento centrale dell’esperienza gastronomica, capace di arricchire e valorizzare ogni momento vissuto dal cliente. Le connessioni e le sinergie tra cucina e vino sono fondamentali anche in termini di narrazione: raccontano identità, tradizioni e cultura. In questo contesto, la carta dei vini diventa uno strumento strategico, non solo per esprimere una visione, ma anche per contribuire concretamente alla crescita del valore economico. Il corso offre strumenti concreti per costruire un’offerta su misura, perfettamente integrata con l’identità gastronomica del locale’. 

Giuseppe Russo, fonte: Official Facebook page

Aperta a 25 partecipanti associati a Confcommercio, la due giorni è stata pensata per migliorare la capacità dei pubblici esercizi di selezionare i vini ma anche di saperne interpretare e riconoscere la qualità, abbinandola al territorio e soprattutto al food cost, quindi al costo delle materie prime. Un indice fondamentale per misurare l’incidenza percentuale delle spese per gli ingredienti sul prezzo di vendita finale di un piatto o sul totale degli incassi. ‘Chi fa ristorazione oggi – spiega Giuseppe Russo, presidente provinciale Fipe – sa bene che la gestione dei costi e quella degli sprechi sono diventate centrali nello svolgimento dell’attività. Il pubblico esercizio deve quindi essere in grado di realizzare una lista vini che abbia un ottimo rapporto qualità-prezzo senza rinunciare alla qualità del prodotto e magari valorizzando anche le produzioni locali. Per raggiungere questo risultato ci siamo affidati ad una delle giornaliste più competenti in materia di vini come Antonella Amodio e ad una realtà storica del territorio come Il Torchio’.

Enoteca il Torchio, fonte: Official Facebook 


Un mondo, quello del vino, con le sue regole e le sue peculiarità come fa notare Oreste Giannini, titolare con suo fratello Mauro dell’enoteca Il Torchio. ‘Arrivare alla terza generazione nella gestione di un’impresa familiare – racconta – è un traguardo significativo che tuttavia comporta delle sfide. Una delle ultime è quella di avvicinare a questo mondo la fascia generazionale tra i 20 e i 30 anni storicamente più attratta da cocktail e birra. Nella nostra attività proponiamo spesso corsi di approccio, conoscenza e degustazione e dal nostro osservatorio abbiamo potuto registrare una crescente attenzione negli ultimi anni al prodotto vino’.

 


lunedì 20 aprile 2026

Ristorazione e celiachia: FIPE lancia il format gluten free con AIC Campania

 Cresce in Italia il numero dei celiaci e con essi anche le istanze legate all’educazione alimentare e alla formazione degli operatori della ristorazione. Stando agli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute, gli intolleranti al glutine sono quasi 280mila, pari allo 0,5% della popolazione. Il 70% sono donne. La Campania risulta essere la terza regione per numero di casi dopo Lombardia e Lazio. Un quadro particolarmente significativo che impatta sulla comunità locale e che ha spinto la Fipe Confcommercio Caserta a interrogarsi sulle azioni da porre in essere per formare i ristoratori ed essere così in grado di rispondere in modo adeguato a tutte le richieste che arrivano dai clienti celiaci in materia di tracciabilità e provenienza dei prodotti, menu dedicati, organizzazione interna della cucina e non solo. 



Di questo e tanto altro si è discusso questa mattina alla Camera di Commercio in occasione del format “Ristorazione e Celiachia: tra fake news e opportunità di business”. In apertura i saluti del presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone: ‘Oggi, rispetto al passato, - ha detto - c’è una maggiore attenzione alla consapevolezza e alla cultura alimentare anche grazie alle attività svolte dalle associazioni di categoria su questi temi. Un plauso va dunque alla Fipe Confcommercio per aver acceso i riflettori su un fenomeno attuale e sempre più diffuso che la Camera di Commercio ha ospitato ben volentieri’. 


A introdurre i lavori Giuseppe Russo, presidente provinciale Fipe Caserta e presidente regionale Fipe Giovani Campania: ‘‘La parola d’ordine – ha detto nel suo intervento – deve essere l’inclusione. I celiaci, così come le persone che hanno una qualsiasi intolleranza alimentare o allergia ad alcuni cibi, devono poter gestire i pasti fuori casa in maniera serena e sicura. Perché ciò avvenga è fondamentale che noi ristoratori siamo preparati ad affrontare in maniera professionale e specializzata le loro esigenze, senza farli sentire discriminati o diversi dagli altri clienti. 

Da qui il protocollo d’intesa sottoscritto con l’Aic, Associazione italiana celiachia, per promuovere una ristorazione più sicura e consapevole per i celiaci in tutti i bar e locali anche attraverso il rispetto delle linee guida nazionali e territoriali dettate dalle Asl’. ‘Sono due i progetti che stiamo mettendo in campo – spiega Giulia Corrado, referente Aic Campania – il primo si chiama ‘Alimentazione fuori casa’ ed è un progetto di formazione destinato agli operatori del settore e che investe circa 4.200 esercizi commerciali, l’altro, invece, ‘A scuola di celiachia’, si rivolge agli studenti degli istituti alberghieri per fornire loro conoscenze sulla celiachia, sulle esigenze nutrizionali dei celiaci e sulla gestione del servizio, dal ricevimento delle merci fino alla produzione e alla distribuzione dei pasti’.

 


Ha incentrato il suo intervento sulle opportunità di business fornite dal settore ma anche sull’importanza della comunicazione e sugli errori da non commettere nell’accoglienza dei clienti intolleranti al glutine invece il giornalista enogastronomico Alfonso del Forno, anche in relazione ai dati forniti da Eurispes: ‘Se è vero che in Italia ci sono quasi 280mila celiaci – ha precisato - è altrettanto vero che le persone che osservano una dieta senza glutine sono invece quasi 11 milioni, pari al 18% della popolazione. Molti lo fanno per moda, altri perché ritengono che mangiare gluten free sia più salutare, a tanti altri viene suggerito dai medici perché sono affetti da una serie di patologie. Si tratta di una platea notevole che corrisponde anche ad una fetta di mercato non secondaria alla quale bisogna saper fornire risposte serie e concrete’. Durante il format anche la testimonianza dell’imprenditore Giuseppe Iovino, titolare del birrificio Magifra di Capua, che ha incentrato il 90% della sua produzione sulle birre gluten free. ‘Ogni dieci birre che produciamo – spiega – nove sono certificate senza glutine ma l’obiettivo è arrivare, entro fine anno, al 100% della produzione. Stiamo portando avanti un progetto con il Cnr di Avellino per brevettare una nuova birra che dovrebbe essere pronta a breve’. In sala anche una rappresentanza degli studenti dell’istituto alberghiero ‘Ferraris’ di Caserta.


 

sabato 18 aprile 2026

Arriva la bella stagione: sole, open air e gelato

 Con l’arrivo della primavera e delle prime giornate calde, si riaccende la stagione del gelato, uno dei prodotti simbolo dell’estate italiana. Eppure, nonostante oltre 3 miliardi di porzioni vendute ogni anno, il gelato confezionato continua a essere consumato prevalentemente tra le mura domestiche (70,8%), lasciando ampio spazio di crescita per il consumo fuori casa.



È proprio da questa evidenza che nasce il vademecum dell’Istituto del Gelato Italiano, pensato per aiutare bar ed esercenti a valorizzare al meglio un prodotto ad alto potenziale, capace di attrarre clienti e incrementare le vendite. Il documento raccoglie 10 regole pratiche che spaziano dal corretto posizionamento dei freezer – preferibilmente vicino all’ingresso o alla cassa – all’importanza di una comunicazione visiva efficace all’esterno del locale, in grado di stimolare l’acquisto d’impulso.



Fondamentale anche la gestione dell’assortimento, che deve combinare i grandi classici, veri e propri “comfort food”, con le novità stagionali, sempre più apprezzate dai consumatori. Non meno importante è l’organizzazione interna del freezer, che deve essere ordinata e funzionale, così da facilitare la scelta e garantire una corretta conservazione del prodotto.

Il vademecum dedica inoltre particolare attenzione ai gelati “free from”, come quelli senza glutine e senza lattosio, rispondendo a una domanda crescente da parte di consumatori sempre più attenti alle proprie esigenze alimentari.


Accanto agli aspetti commerciali, il gelato confezionato si distingue anche per la sicurezza e la trasparenza: prodotto con ingredienti controllati lungo tutta la filiera e corredato da informazioni nutrizionali chiare, rappresenta una scelta accessibile e consapevole.

In un contesto in cui il bar continua a essere un punto di riferimento sociale e culturale sul territorio, il gelato confezionato può tornare a giocare un ruolo centrale, non solo come piacere quotidiano, ma anche come leva strategica per rilanciare i consumi fuori casa e rafforzare il legame con i clienti.




giovedì 9 aprile 2026

EGO Food Fest 2026: Taranto capitale della cucina del futuro

 Dal 17 al 20 aprile, Taranto si trasforma in uno dei principali palcoscenici gastronomici internazionali con l’ottava edizione di EGO Food Fest. In un anno simbolico per la città, già protagonista dei Giochi del Mediterraneo, il festival conferma il suo ruolo di motore culturale e turistico, mettendo al centro il cibo come strumento di identità, sostenibilità e sviluppo.

Il tema scelto – “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta” – guida un ricco programma che unisce grandi chef, pizzaioli, produttori e professionisti del settore. Tra gli ospiti, Enrico Bartolini e Barbara Nappini, che aprono una riflessione sul ruolo etico del sistema alimentare.



Tra le novità principali, la firma del Decalogo di EGO, un impegno concreto sottoscritto dai protagonisti del festival per promuovere una ristorazione più responsabile, attenta all’ambiente e alle comunità.

Il cuore dell’evento sarà l’EGO Academy, con oltre 25 masterclass dedicate alle materie prime del territorio jonico, tra incontri con produttori locali ed esperienze sul campo. Parallelamente, Villa Peripato ospiterà la grande festa della pizza con 70 maestri pizzaioli e la tradizionale Pizza Competition.


Spazio anche all’identità local5e con l’Ego Cozza Fest, che celebra la cozza tarantina, e alla dimensione internazionale con la Dinner Incredible, una cena-evento che riunisce chef stellati del Mediterraneo in un dialogo tra culture e sapori.

Con circa 15.000 partecipanti attesi e decine di realtà coinvolte, EGO Food Fest si conferma una piattaforma strategica per la promozione della Puglia, capace di raccontare Taranto come laboratorio di innovazione gastronomica, dove tradizione e futuro si incontrano.

sabato 21 marzo 2026

AMIRA: “I Vini del Re” e “l’Arte del Flambè” al Gran Caffè Gambrinus

 L'impegno e la costanza di chi procede con passione nel suo lavoro, portano spesso a scoperte inaspettate, è stato questo il focus della serata “I Vini del Re” e “l’Arte del Flambè”.

Si è tenuta nella storica “Sala degli Specchi” del Gran Caffè Gambrinus” ed è stata organizzata dall’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi sezione Napoli, diretta dal fiduciario Dario Duro.

Un momento di divulgazione e di confronto su antichi vitigni autoctoni campani riscoperti grazie all’impegno ed alla passione di alcuni produttori che sono oggi unici nel panorama vitivinicolo campano, italiano ed internazionale. Tra gli ospiti intervenuti oltre alla stampa accreditata, Rosario Lopa, Portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo, il consigliere comunale di Napoli Gennaro Paipais, Piero Ferretti docente e grande esperto di cultura enogastronomica ed imprenditoriale.



A presentare ed organizzare l’evento “I Vini del Re” e “l’Arte del Flambè” Pasquale Brillante, Maestro dei vini della sezione napoletana dell’ A.M.I.R.A., oltre che giornalista e sommelier, coadiuvato dalla tre produttrici intervenute nella serata : Manuela Piancastelli, giornalista e fondatrice, con il marito Giuseppe Mancini, dell’azienda Terre del Principe oltre che autrice del libro “Pallagrello” il vino del vento del fiume e del Re Valtrendeditore, Teresa Mincione, avvocato, degustatrice e titolare dell’omonima azienda Teresa Mincione e Maria Pina Fontana imprenditrice e CEO dell'azienda Tenuta Fontana. Le storie aziendali, le loro esperienze nel mondo del vino come donne imprenditrici, il Pallagrello bianco e rosso, già noti per essere stati tra i preferiti per produrre i vini da portare alla tavola dal re Ferdinando IV di Borbone e gli unici vitigni campani del regno delle due sicilie inclusi tra le 10 varietà coltivate nella storica "Vigna del Ventaglio" presso la Reggia di Caserta, il focus sul Casavecchia ed i vitigni autoctoni coltivati nell'alto casertano, sono stati gli argomenti oggetto del dibattito e degli interventi.

In degustazione sono stati serviti i vini Ambruco 2012 , una vecchia annata di Pallagrello Nero di Terre del Principe; Nulla è per Caso Casavecchia 2022 ,opera prima della giovane produttrice Teresa Mincione ed il Pallagrello Bianco “OroRe bianco” 2021 di Tenuta Fontana che, insieme al Pallagrello Rosso “OroRe rosso ” sono nati da un progetto iniziato nel 2018 in collaborazione con la sovraintendenza di reimpianto e recupero della vigna borbonica di "San Silvestro" nella Reggia di Caserta. Il servizio in sala è stato curato dai soci Amira Marcello Simonacci, Gennaro Panico e Raffaele Golia con il supporto di Ciro Cucciniello maître del Gambrinus.



Dopo il dibattito e la degustazione dei vini è seguita la consegna di attestati dell’ A.M.I.R.A. ed in particolare al maître della struttura Ciro Cucciniello, entrato a far parte dell’associazione, la targa che Dario Duro ha donato al socio Massimiliano Rosati che con il compianto papà Giuseppe da 37 anni rappresentano la storicità dell’AMIRA ,gli di attestati alle tre imprenditrici del vino protagoniste della serata ed alla famiglia di Michele Sergio comproprietari con la famiglia Rosati del Gran Caffè Gambrinus locale storico d’Italia e locale del Cravattino d’Oro dell’A.M.I.R.A.



A seguire la seconda pare della serata introdotta da Giuseppe De Girolamo Giornalista e socio onorario AMIRA insieme al fiduciario Dario Duro per il momento dedicato all’arte più identitaria e significativa della professione di maître di sala : “L’arte del Flambè”, quella cucina alla lampada che l’A.M.I.R.A. mira a far riscoprire anche a giovani nel servizio in sala. I soci Giovanni Sansone, Arcangelo Farinato, Antonio Scherillo e Michele Pisapia si sono esibiti nella preparazione della speciale ricetta dedicata al locale ospitante e denominata “Gambrinus 26”.Ricetta composta da confettura di Pellecchiella del Vesuvio, scorzette ed agrumi della Costiera e granella di cioccolata servita in abbinamento con l’Asprinio spumante “OLMO “ di Tenuta Fontana.

venerdì 13 febbraio 2026

Caffè: rito sociale e "cupido"

 "Ti va di prendere un caffè?": oltre la metà degli italiani sceglie il bar per il primo appuntamento.L’indagine di AstraRicerche, per il Comitato Italiano del Caffè di Unionfood, conferma la nuova tendenza in fatto di dating.



L'iconografia cinematografica aiuta in tal senso, basti pensare a "Notting Hill" dove Hugh Grant e Julia Roberts si ritrovano più volte di fronte a una tazza bollente, così, caffè dopo caffè procede il corteggiamento e la conoscenza.

Secondo l’indagine di AstraRicerche, condotta per il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, per il 55% degli italiani, bere un caffè insieme è l’occasione ideale per rompere il ghiaccio. In Campania la percentuale sale al 70%. A preferire il caffè sono più le donne (61%) rispetto agli uomini (50%) e i più adulti, tra i 25 e i 35 anni (60%). 



Un caffè può durare pochi minuti oppure prolungarsi per ore, offrendo sempre una “via di fuga”, quella di “tagliare corto” è una possibilità apprezzata soprattutto dalle donne (70%) rispetto agli uomini (52%). Con il caffè oltre il 60% degli intervistati sente di andare “sul sicuro”: è considerato infatti un modo per non rischiare di sbagliare i gusti dell’altro e ricevere un rifiuto.



“Il rito del caffè è, per eccellenza, il momento di massima convivialità, in cui le persone si uniscono e si godono i piccoli piaceri della vita - afferma Michele Monzini, Vicepresidente Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food - Secondo l’indagine che abbiamo commissionato ad AstraRicerche, è emerso come l’espresso non sia solo un fiore all’occhiello del nostro Made in Italy, ma anche un sinonimo di condivisione sociale e apertura all’ascolto e alla conoscenza. Davanti ad un buon caffè è possibile quindi scambiare confidenze, vivere momenti di leggerezza e perché no, anche aprirsi a nuovi amori”.



 Il settore del caffè vanta numeri da record: secondo le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat e NielsenIQ, l’Italia si è affermato come 2° Paese produttore di caffè tostato in Unione Europea e 5° produttore di caffè solubile.

Il mercato è "tutelato" dal Comitato italiano del caffè, presieduto da Giuseppe Lavazza, che include grandi marchi e piccole e medie realtà fortemente radicate nei territori, è parte di Unione Italiana Food e garantisce rappresentanza nei rapporti con le Istituzioni nazionali, europee e internazionali, con la Federazione Europea del Caffè e con le diverse componenti sociali.

Nel 2024 ogni italiano ha consumato 792 tazzine di caffè, che si conferma, più che bevanda, vero e proprio rito sociale.



sabato 31 gennaio 2026

Gelato confezionato: svolta eco per l'Italia

 La filiera del gelato confezionato, in Italia, si trova oggi ad un punto di svolta. È in atto una transizione che implica sfide tecniche e operative significative. Questo il quadro che emerge dall’analisi intitolata “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotta per l’Istituto del Gelato Italiano (IGI) da Ergo S.r.l, società spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per rendicontare le performance ambientali del comparto e valorizzare le buone pratiche già in uso.



Emerge una grande attenzione alla sostenibilità del gelato confezionato in Italia: packaging sempre più riciclabile, materie prime certificate, rinnovabili e attenzione agli scarti lungo tutta la filiera. Protagoniste dell’indagine sono state le aziende aderenti all’Istituto del Gelato Italiano, che rappresentano il 90% della produzione nazionale annua di gelato confezionato. Partendo dalle buone pratiche di approvvigionamento, emerge che quasi il 70% del latte utilizzato è di origine italiana. 



La percentuale di cacao da coltivazione certificata sostenibile è pari al 98,5%, l'olio di palma è certificato al 100% secondo lo standard RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), la percentuale di materie prime certificate del caffè urilizzato, si attesta intorno alla metà dei volumi utilizzati (51%), il 91% del packaging utilizzato dalle aziende è stato dichiarato riciclabile secondo i criteri di raccolta italiani, nella fattispecie il 72% delle confezioni sono fatte solo di carta ed oltre il 53% della carta utilizzata è riciclata. 



"Oggi la qualità non si misura più solo con il gusto – commenta il presidente IGI, Michelangelo Giampietro - si misura con i dati, la trasparenza e la capacità di innovare i processi produttivi. Se un tempo la nostra missione si esauriva nella cura per le caratteristiche organolettiche e per la sicurezza alimentare, oggi il valore di un gelato confezionato si misura anche attraverso la sua impronta sul pianeta e il valore generato per la comunità. Questo Report non è un traguardo – sottolinea - ma una bussola, un bilancio trasparente, basato su dati aggregati che testimoniano l’evoluzione delle nostre aziende. È il racconto di una passione che si rinnova – conclude Giampietro - continueremo a lavorare affinché ogni porzione degli oltre 3 miliardi di gelati venduti in Italia sia non solo un momento di gioia per il palato, ma anche un gesto di rispetto per il pianeta”.