Le cose più belle nascono da una notte insonne. Non so perchè ma è spesso così, almeno nella mia vita ... Il silenzio intorno, qui solo le note, e il rumore dei tasti che si sussegue veloce, le dita danzano inseguendosi sulla tastiera. La confusione dei pensieri incontra l'ordine delle falangi e tutto sembra prendere un'altra piega.

Vorrei tornare indietro, ripercorrere tanti chilometri, per incontrare il tuo sguardo, vedere se riesco a sostenerlo. Parlare, parlare davvero e non fingere di farlo. Far capire i miei silenzi. Vorrei capire, anche io. Vorrei capirci, e invece sono confusa. Ho tanto desiderato questa confusione che ora che è mia, mi detesto per averlo fatto.

Detesto me stessa, detesto te, ma infondo sono contenta, poi cambio idea ed è solo pianto. So solo che sei, ora so questo. Lo so ma non posso, non devo, non voglio ... dirtelo. Vorrei fosse tutto più semplice, lineare. Io vorrei avere del tempo, vorrei poter spostare le lancette. Vorrei fare il gioco di sliding doors e vedere come va.

Magari è nascosto tutto lì il significato ... Tutto in quella porta scorrevole. Un attimo che decide il nostro destino. Fatalista, come sempre. Se fosse davvero così? Cosa fare allora? Vorrei solo tu potessi leggere. Vorrei poter cambiare le lancette della mia anima, essere più libera, parlarti come un tempo. Un muro, alto ... Ma non invalicabile. Se avessi aperto quella porta ora non starei qui, non mi lascerei cullare dalla mia indecisione, dal dubbio, dai se e dai MA ... Va bene così ... Va bene non sapere, non parlare, non dire, non affrontare. Va bene aspettare, odiare ma forse amare, sospettare, fermarsi e respirare. Resto qui a pensare, qualcuno mi dice che mi riesce bene.