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venerdì 23 agosto 2024

La vita non è come l'eyeliner

 Magari fosse tutto così semplice come tracciare una linea sull'occhio. Un buon eyeliner liquido, ma non troppo, che sia di rapida asciugatura e di un colore deciso e via. Occhi da gatta, sguardo allungato e penetrante. Non è così semplice, giusto, ma bastano pochi minuti di attenzione e precisione ed è fatta. Tracci quella linea e sai che qualcosa cambierà, in meglio.


Nella vita non è così. Perché quel gesto spesso non ha l'eco desiderato, perché quella conoscenza non si rivela essere ciò che poteva essere, perché scopri che l'amica di sempre non è degna rappresentante di quella parola. Eppure la logica ci insegna il gioco delle conseguenze, e invece no, si ribalta tutto. Perché oggi e a me? Perché deve toccarci l'imprevisto non calcolabile?  A volte sarebbe bastato qualche minuto per poter cambiare totalmente una serata, un rapporto, una vita. Tutto cambia invece, e non si può tornare indietro. Non resta che accettare, ed aspettare. Invece con l'eyeliner è possibile anche questo, un colpo di struccante, rimetti la base e si riparte. Eccola, che linea perfetta. Se anche la vita fosse così.

E invece no. E se l'amore non fa per noi, perché troppo ideale, e il sesso troppo inflazionato, e se le amicizie ormai sono utopia, restano quegli sparuti attimi di infinito, in cui credi davvero che quel sorriso sia differente. Credi a quel gesto, lo senti disinteressato, e ti sembra la cosa più bella del mondo. Come quando regali una caramella ad un bambino, ti sorride, ti abbraccia, forse non ti ringrazia, ma leggi la felicità nei suoi occhi. Ci restano quei momenti di breve intensità, in cui tutto sembra vero, e ti affretti a chiudere le mani e raccogliere quell'acqua limpida che sgorga dalla fonte fresca. Senza pensarci troppo, perché sai già che potrai pentirti di quel gesto. Ti stai interrogando sul da farsi? 



Cosa potrebbe cambiare chiudendosi nell'egoismo ormai imperante, sconfinato nel centralismo di una individualità spesso contaminata, malata, spezzata. Viveteli quegli sparuti attimi di eternità, e non vi preoccupate di avvelenarvi, avete bevuto a piene mani da quella sorgente, lo avete fatto con fiducia, risponderete sempre e solo delle vostre emozioni vere e positive. Risponderete sempre e solo alla vostra coscienza. 

venerdì 1 settembre 2023

Fast love

Voglio la tempesta, voglio il terremoto, voglio sentire il cuore tremare, voglio vederlo sorridere al solo sentire il mio nome. Voglio essere scelta tra cento, mille, e, tra cento e mille, essere riconosciuta ad occhi chiusi.

Voglio poter nuotare in acque cristalline, e bere dal ruscello della verità. Voglio avere la sensazione di camminare sulle nuvole, o in un prato fresco in una mattina di primavera a piedi nudi. Voglio ridere e baciare, baciare e ridere, e ridere insieme, e non da sola per poi sentirmi stupida. Non voglio emozioni veloci, sentimenti a scadenza, soluzioni temporanee per cuori in attesa di...

Non cederò al richiamo imperante della bulimia affettiva, non mi piegherò ai dettami sentimentali di un egoismo egocentrico. Non consumerò amori alla velocità di un pasto frugale. No, la tendenza imperante del fast love non è per me. Accontentatevi voi. 


FONTE videoclip: @Rosalia official account Tik Tok


venerdì 26 aprile 2019

La paura di star bene

Alziamo muri, per renderci impenetrabili. Ci vestiamo di silenzi, per scongiurare anche il minimo accenno di debolezza.
Rimandiamo a domani cose belle per evitare di pagarne il prezzo.


Non viviamo pienamente le emozioni perché pensiamo già alle conseguenze (negative).
La spada di damocle pende sul nostro capo e, mentre incuranti proviamo a ballarci sotto, è sempre impressa nella nostra mente.


Così mentre con gli occhi guardiamo alla gioia, tra le labbra sentiamo già l'amaro che verrà. Brucia la lingua, pizzica la gola, manca l'aria, lo stomaco è a pezzi. La paura ci immobilizza.

Fermi nelle sabbie mobili del terrore, se proviamo a muoverci verso il bello che è lì e ci tende la mano, finiamo per fare guai... Andando giù. Basterebbe non pensare, basterebbe aprire il cuore e prendersi le conseguenze che spesso, a non voler soffrire, si soffre di più. Basterebbe cogliere l'attimo e viverne l'ebbrezza. Basterebbe così poco...



Foto num 1 da: www.paroladipollon.wordpress.com
Foto num. 2 da: www.museispiratriciblog.blogspot.com
Foto num. 3 da: www.pillsofjoy.it
Foto num. 4 da: www.nerdburger.it

mercoledì 11 marzo 2015

Serendipity

Le cose più belle nascono da una notte insonne. Non so perchè ma è spesso così, almeno nella mia vita ... Il silenzio intorno, qui solo le note, e il rumore dei tasti che si sussegue veloce, le dita danzano inseguendosi sulla tastiera. La confusione dei pensieri incontra l'ordine delle falangi e tutto sembra prendere un'altra piega. Vorrei tornare indietro, ripercorrere tanti chilometri, per incontrare il tuo sguardo, vedere se riesco a sostenerlo. Parlare, parlare davvero e non fingere di farlo. Far capire i miei silenzi. Vorrei capire, anche io. Vorrei capirci, e invece sono confusa. Ho tanto desiderato questa confusione che ora che è mia, mi detesto per averlo fatto. Detesto me stessa, detesto te, ma infondo sono contenta, poi cambio idea ed è solo pianto. So solo che sei, ora so questo. Lo so ma non posso, non devo, non voglio ... dirtelo. Vorrei fosse tutto più semplice, lineare. Io vorrei avere del tempo, vorrei poter spostare le lancette. Vorrei fare il gioco di sliding doors e vedere come va. Magari è nascosto tutto lì il significato ... Tutto in quella porta scorrevole. Un attimo che decide il nostro destino. Fatalista, come sempre. Se fosse davvero così? Cosa fare allora? Vorrei solo tu potessi leggere. Vorrei poter cambiare le lancette della mia anima, essere più libera, parlarti come un tempo. Un muro, alto ... Ma non invalicabile. Se avessi aperto quella porta ora non starei qui, non mi lascerei cullare dalla mia indecisione, dal dubbio, dai se e dai MA ... Va bene così ... Va bene non sapere, non parlare, non dire, non affrontare. Va bene aspettare, odiare ma forse amare, sospettare, fermarsi e respirare. Resto qui a pensare, qualcuno mi dice che mi riesce bene.

domenica 10 agosto 2014

Intervista a Mario Cordova

Mario Cordova, celebre per essere la voce italiana di Richard Gere, è un attore, doppiatore e speaker pubblicitario molto noto ed apprezzato. Oltre a doppiare moltissimi attori di Hollywood, è stato protagonista di diverse fiction televisive, tra cui "Onore e Risperro" "le Tre Rose di Eva 2" e "Centovetrine". Ha da poco sposato la sua compagna Barbara, conosciuta a Macerata. 1)Come si è trovato ad intraprendere il percorso del doppiaggio?.... e che valore attribuisce ad un mondo che gli ha concesso di esprimere appieno le proprie velleità! "Ho cominciato per caso. Era il 1980. Allora si parlava poco di doppiaggio, la gente non si poneva il problema, andava al cinema e non si domandava se la voce che sentiva sul viso dell’attore che vedeva sullo schermo, era la sua oppure no. Ero appena arrivato a Roma per tentare di fare questo lavoro. In Rai avevo conosciuto la compagna di Stefano Satta Flores, un grande attore di quel tempo e lei mi consigliò di andarlo a trovare in una sala di incisione dove Stefano stava doppiando Deddly Moore nel film Ten. Andai. Appena entrato il direttore di doppiaggio, Mario Maldesi, uno dei più grandi direttori di sempre avvisò del mio arrivo Stefano, che non mi aveva mai visto in vita sua. Lui uscì dalla sala dove stava registrando, mi venne incontro dicendomi: “Mario come stai, abbracciami! “ E rivolgendosi al direttore: “Questo ragazzo è un attore straordinario, fagli un provino!”. Ero senza parole! Non mi aveva mai visto, eppure fingeva di essere un mio grande amico, per impressionare il direttore di doppiaggio. Infatti il provino andò molto bene e poco tempo dopo, mi chiesero un contratto di esclusiva. Devo tutto a quel grande attore, a quella meravigliosa sceneggiata". 2) Esiste una correlazione direttamente proporzionale tra l'universo del doppiaggio ed il panorama del cinema? ovvero che legame sussiste tra il ruolo di doppiatore e quello di attore? "Beh, doppiare significa recitare. Ma c’è una differenza sostanziale fra fare l’attore e il doppiatore. Il lavoro dell’attore è quello di leggere un testo e attraverso lo studio e l’analisi delle parole costruire un personaggio, scegliere in che modo guarda e si muove, il modo in cui dice una battuta. Nel doppiaggio tutto questo è già dato, non devi costruire il personaggio, lo ha già fatto l’attore sullo schermo. Tu devi invece immaginare di essere quell’uomo o quella donna, di avere quel corpo e quella faccia, e di muoverti, di essere nel luogo esatto dove si sta svolgendo la scena. Mentre tu invece sei in sala di incisione, una stanza buia, senza finestre. Doppiare per me è come suonare una partitura musicale, dove sono scritte le note, i tempi. Eppure all’interno di questa struttura così rigida, hai spazi di creatività e di manovra straordinaria. E poi facendo doppiaggio cambi personaggio continuamente e può accadere che alle 9 del mattino sei uno sceriffo del Texas e alle 13.30 Gatto Silvestro e alle 16.30 un pedofilo di Berlino. Facce, corpi, storie, situazioni sempre diverse. E’ fantastico!" 3) Quali sono i ricordi più vivi dei suoi esordi con quelli che ricordiamo essere eccellenti maestri, quali Dario Penne, Mario Maldesi, Stefano Satta Flores? "Di Satta Flores ti ho già detto. Mario Maldesi è stato sicuramente il più grande, insieme a Renato Izzo e Fede Arnaud. Ho avuto la fortuna di essere un “suo attore”. Mi ricordo che una volta mi fece ripetere più di 30 volte una scena di soli fiati! I fiati sono tutto - mi ripeteva - sono l’anima del personaggio!!! Dario è stato ed è uno dei più grandi. Grande doppiatore e, permettimelo, grande uomo. Lavorare accanto a lui è un onore!". 4) C'è una particolare emozione della sua ascesa professionale che conserva tutt'oggi con singolare affezione? "Le emozioni sono tante, tante in più di 40 anni di carriera. Le più belle forse, sono legate ai primi anni perché più intense, più inattese, più sorprendenti: la tensione incosciente al provino per essere ammesso alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova all’età di 15 anni, perchè parlavo ancora siciliano e non avevo portato niente a memoria, in quanto avevo saputo dei provini il giorno stesso. Il terrore provato al primo saggio della scuola, un minuto prima del “chi è di scena”, in cui mi ero giurato sottovoce che mai più avrei fatto uno spettacolo in vita mia, tanta era la paura che provavo. La gioia il giorno in cui mi hanno comunicato che ero stato scelto per interpretare un personaggio in una sit-com di 8 puntate che sarebbero andate in onda per “Domenica In”, la mia prima uscita in tv! L’incontro con Jeremy Irons, ospite a Roma per l’anteprima internazionale di Lolita, di cui conservo ancora una sua lettera in cui mi dice che vuole essere doppiato solo da me. I giorni successivi all’uscita su Rai 1 di Storia di Anna, uno sceneggiato che raggiunse i 22 milioni di spettatori, cifra impensabile oggi e che mi costrinse a uscire con gli occhiali da sole e berretto nel tentativo di nascondermi un po’ per non venire costantemente attorniato da persone che volevano salutarmi. La prima volta al Sistina, col musical Datemi 3 caravelle cantando una canzone per me difficilissima con il terrore di steccare". 5) Da attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio, che consiglio dà a chi si accinge a questa carriera? "I consigli valgono quello che valgono, ma una cosa la voglio dire. Se sognate di diventare attori, non rinunciate mai, per nessun motivo! Troverete persone che faranno di tutto per farvi cambiare idea, ma voi non ascoltatele perché riuscire a realizzare i propri sogni è la cosa più importante della vita. Fate una scuola di recitazione, ma non per troppo tempo e cambiate i maestri, perché ogni maestro insegna quel che sa e insieme alle proprie conoscenze passa ai suoi alunni anche i propri difetti e le proprie lacune".

domenica 22 giugno 2014

Fuori il mondo

Un giorno muore e un altro sta già nascendo. Ci sono pensieri che solo questo limbo può cullare, idee che solo questo spazio può partorire, pensieri e parole che al mattino ti sembreranno follie. Il pensiero è per il talamo, ma ascolti la canzone con la quale ti sei svegliata stamane, quasi cantandola. Avevi quel motivetto in testa, come si chiamerà, ti eri chiesta, lì è partira la ricerca. L'hai trovata. E' ancora con te. La melodia scorre nel cuore della notte, ricordi le emozioni andate, quelle che non ritorneranno, quelle che già ti aspettano. Ripensi ai tuoi dubbi, ti chiedi se mai avrai una risposta, ma ripetendoti che, infondo, non ti importa più così tanto. Poi c'è la vita, prepotente, ingannevole, sorprendente, che ti mette alla prova tutti i giorni, che ti fa pensare "è finita" ma poi esultare. C'è spazio per quello che credevi di sapere, per le critiche che non puoi esprimere, per i sogni, sopratutto per quelli. Il silenzio è con te, lui, la notte e il mondo. Solo il mondo che vuoi. Quello che per cui è lecito amare, soffrire, combattere e stringere i denti. Quello che non ti giudica, ma ti comprende. Quello che ti ama per quello che sei. Quello che ha pazienza, ha tempo, ha parole, ha orecchie, pancia e cuore, per te. Sempre. Con il sole, con la pioggia, sotto zero. Quello che cerchi sempre e comunque. Quello che ti aspetta, anche delle ore. Quello che rimane lì, perché sa che scenderai quelle scale con le lacrime agli occhi e il cuore in gola. Quello che ti abbraccia, quando sa che hai bisogno solo di quello. C'è quel mondo e poi c'è tanto altro. C'è il mondo che si fa la guerra, che lancia odio, c'è quello che ti vorrebbe come non sei e che pensa il peggio di te. La porta è chiusa e tutto quel mondo è fuori ora. Ora c'è quello che sei, quello che vuoi, che hai scelto. C'è la pelle, la vita, l'emozione. C'è anima, cielo, terra, voce, corpo, fuoco. C'è tempo, c'è silenzio, c'è tutto ciò che hai deciso che debba esserci. C'è, è presente perchè tu lo vuoi. C'è il coraggio di dire resta, quello di scegliere, di dire ora e qui; che sia per un giorno, per un mese o per sempre. Poco importa, non è importante. La scelta, quella sì. Scegli di chiudere la porta, lascia tutto fuori. Resta, con te stessa, con un foglio bianco, con una voce, con un amico, resta con un'amore finto, sognato, immaginato. Chiudi la porta e ascolta solo te stessa, i tuoi rumori, le tue bugie, le verità celate al mondo, le certezze che non hai. Prendi ciò che vuoi e lascia il resto fuori, dove è giusto che stia.

giovedì 5 giugno 2014

IV edizione del "Social World Film Festival" a Vico Equense

... Il social World Film Festival è: ospiti d'eccezione, testimoni del buon cinema italiano, proiezioni, anteprime, workshop e amore. L'amore che unisce. L'amore che unisce popoli, persone, punti della Terra. Questo il filo conduttore delle proiezioni.





Gabriel Garko, uno degli attori della scena italiana più amati e seguiti, ha attirato al Festival tantissime ragazzine adoranti, che hanno atteso per vedere il suo RED CARPET IL 2 Giugno. Proprio gli eventi serali sono una delle caratteristiche di questo festival, infatti di sera in sera eventi, che hanno visto e che vedranno la partecipazione di molti ospiti, trasformano piazza Kennedi nell'Arena Loren. Proiezioni dei film di maggior successo della passata stagione cinematografica hanno allietato e allieteranno le serate nell'Arena Loren. Il bel Garko non è l'unico, sono tanti gli ospiti della manifestazione, tra questi: Aurore Erguy (5 Giugno),Francesco Arca (6 Giugno), Alessio Boni (7 Giugno). Isabella Ragonese, madrina della manifestazione, che vedete splendida in foto, ha accolto la giuria di giovani e partecipato all'evento serale presentanto da Roberta Scardola che ha visto protagonista con Giancarlo Giannini. L'attore, acclamato dal pubblico di tutte le età accorso nella cittadina costiera per salutarlo, ha ripercorso la sua straordinaria carriera, con il racconto di molti aneddoti sul palco del Film Social Festival. I due attori hanno impresso la propria firma sul calco in creta che verrà posto sulla WALL OF FAME- Il muro dei Famosi di Piazza Kennedy. Nei prossimi giorni gli aggiornamenti sul Festival e i miei post sugli OUTFIT MIGLIORI E PEGGIORI del RED CARPET del Festival!!! Vi lascio con una parte del comunicato che mi ha colpito tantissimo: "IL Social World Film Festival può e deve essere considerata come momento di aggregazione culturale e sociale, luogo di denuncia e riflessione: il cinema sociale inteso come mezzo di comunicazione internazionale, confronto oltre che contenitore di critica, sviluppo e promozione. La necessità di sociale è espressa dal fatto che sempre più persone si avvicinano a cortometraggi, documentari e lungometraggi, molti dei quali a basso budget e/o indipendenti a tematica sociale. Nasce l'obbligo di pubblicizzare, sostenere, reclamizzare 'materiale' che possa spingerci alla riflessione, che possa farci fermare a pensare in un mondo ormai corroso dalla veloce ed incalzante routine". Per info e contatti: www.socialfestival.com Facebook contact: www.facebook.com/socialfestival3 Official Fb Page: www.facebook.com/socialfestivalfan Youtube: www.youtube.com/socialfestival Twitter: www.twitter.com/socialfestival Flickr: www.flickr.com/socialfestival Segue la locandina con gli appuntamenti e ospiti

martedì 7 gennaio 2014

La fine di un amore

Ci sono addii che sanno di arrivederci. Ci sono storie impossibili, quelle che ti donano tantissime emozioni, sai che prima o poi tutto finirà, ma quando arriva il fatidico punto, non riesci a credere a te stessa. Ascolti quelle parole che ti sembrano una litania tipica delle chiese nel primo pomeriggio, quando quelle voci di rosario ti entrano in testa e confondono i tuoi pensieri. Quelle parole saranno anche belle, ma non le registri. Quelle parole girano a vuoto nella tua testa e continui a ripeterti: "blablabla". Ti auguro il meglio. Blablabla. Sono sereno/serena, spero che anche tu lo sarai. BLABLABLA. Sei una persona fantastica e tanti aggettivi positivi. BLABLABLA. Parole, vuote, belle, insignificanti. La fine arriva all'improvviso, quando meno te l'aspetti, ma arriva anche quando sapevi che era vicina, poco importa. Arriva inarrestabile. E' come il peggiore dei tornado. Puoi aver sbarrato porte e finestre per giorni, aver preso tutte le informazioni possibili ed esserti riparato nel miglior rifugio. Puoi aver fatto tutto ciò ma, quando la furia si abbatterà inarrestabile contro la tua casetta ti sentirai indifesa. Non riuscirai a crederci, eppure ti eri preparata. Non si è mai abbastanza preparati. Questa è la verità. Quella fine a volte però è tanto sicura quanto confusa, è tanto un addio ma sembra un arrivederci. Qualche punto a volte non è poi così definitivo, probabilmente perché è così o perché ci fa bene pensarlo. Oppure perché è vero. Forse certi amori, per quanto impossibili, sono proprio infiniti. Proprio come quella canzone che ci insegnò che: "certi amori, non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano"!

lunedì 23 dicembre 2013

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale, ne è passato di tempo! In effetti non mi ricordo nemmeno più quando sia stata l’ultima volta in cui ti ho scritto, però in me è vivido il ricordo dell’emozione della mattina di Natale, quando, appena sveglia, da bambina correvo sotto l’albero a cercare il mio regalo. Era sempre quello che desideravo, a volte, superava addirittura le mie aspettative; ricordo che ti aspettavo, nei giorni precedenti al Natale, con ansia. Aspettavo il Natale guardando , appunto i film di Natale, quanto amavo i film di Natale da piccola, in effetti li amo ancora. Con il tempo qualcosa però cambia, le aspettative aumentano, e spesso, crescendo, ci dimentichiamo di te. Ogni Natale, il mio desiderio è di trovare tanto amore sotto l’albero. Amore in tutte le sue forme, nell’amicizia, negli affetti più intimi. Vorrei trovare tanti piccoli pacchettini che mi suggerissero che quella persona in particolare ci tiene a me e non mi tradirà mai. Vivo di parole, di cultura, di emozioni e di relazioni personali. Ho sempre detto che qualsiasi attività vissuta da sola, nella mia vita non avrebbe avuto il senso che ha. Di tutto ciò che ho fatto, qualsiasi esperienza, bella o brutta, più o meno importante, mi son portata dietro le relazioni personali. Il mondo sta cambiando, si sta incattivendo, e davvero non capisco il perché. Voglio chiudermi nel mio nido d’amore circondata dalle persone che amo e che mi amano. Babbo Natale ti chiedo amore quest’anno, lo faccio egoisticamente, perché lo voglio, ne ho bisogno, ne do’ tanto e ne voglio di più. L’amore è davvero la molla che ci fa andare avanti, purtroppo ce ne rendiamo conto quando ci accorgiamo che quell’amica non era ciò che credevamo, oppure quando la persona di cui ci fidavamo si rivela essere tutt'altro. Voglio amore e auto realizzazione, voglio continuare a fare le cose belle che sto facendo, incontrando belle persone davanti a me. E poi ti chiedo, caro Babbo Natale, di fare tanti regali a noi giovani e alle tante persone in difficoltà in questo periodo politicamente ed economicamente molto delicato per il paese in cui vivo. MI sembra troppo chiederti la pace nel mondo, quindi ti chiedo la pace nei nostri cuori.

giovedì 31 ottobre 2013

Ciò che poteva essere ...

Questo post voglio dedicarlo a quegli amori che potevano essere, ma, non si sa perché, sono stati. Voglio dedicarlo a tutti quegli sguardi fugaci che non hanno avuto una seconda opportunità di incontrarsi, a quei baci mai dati, a quegli abbracci che mai hanno visto due corpi stretti. Che sia un amore impossibile, un'amicizia spezzata per futili o importanti motivi, poco conta. Ciò che conta è ciò che conta davvero: il sentimento!Un amore non scoppiato, un'amicizia mai riappacificata, un sentimento a cui abbiamo rinunciato ancora prima di viverlo, rappresentano un'occasione mancata e tutto ciò che porteremo sempre dentro di noi come un grande rimpianto! Probabilmente non abbiamo avuto il coraggio di scrivere quelle due parole: "mi piaci", oppure si sono fermate in gola. Non abbiamo detto quel "mi manchi", quel "ti amo", o "riproviamoci". Il non aver alzato la cornetta del telefono, non aver digitato quel numero, non esserci connessi, non aver cliccato l'icona che ci avrebbe permesso di scrivere tutto ciò che avremmo voluto dire ora pesa tanto. Ci sono quelle situazioni (amori, feeling, liason, avventure)che ci lasceranno per sempre un grande punto interrogativo. Passeremo giorni a chiederci "gli piacevo?", "cosa sarebbe successo?", "sarebbe stato lui l'Amore?". Tante le domande che ci porremo a cui non sapremo dare risposte. Spesso queste domande saranno poste davanti ad una foto di due persone, che non ci vedono come soggetto principale. Ci chiederemo se è lei quella giusta a dare allegria, felicità e amore a quella persona. Ci chiederemo se quella persona, invece, l'avrebbe donata a noi ... Non sarà dato ricevere risposta.

lunedì 26 agosto 2013

Un'estate fa

Un'estate fa, non c'eri che tu ... Così recita la canzone che come un mantra accompagna la mia notte, insonne, come molte, come poche. La notte, il silenzio, il caos nella testa. La testa che pensa, riflette, i pensieri che volano, la mente che non riposa. I ricordi, le emozioni, la nostalgia, la tristezza, il rimpianto, il ricordo, il tempo. Passato. Il cuore battere, sentirlo, stupirsi. L'amore?!? Il dubbio, il non pensare, il desiderio di vivere! L'estate non perdona, l'amore travolge, come il sole riscalda e il sale accarezza la pelle, d'estate. L'amore che esplode e poi distrugge, che non ti lascia scampo e poi si rivela. La paura e la voglia di viverlo. Il tempo che passa, scorre inesorabile e cancella i brutti ricordi ... Come le onde del mare cancellano le orme sulla sabbia, così la nostra mente tende ad archiviare i ricordi legati a chi non ci ha regalato belle emozioni. Ma, chi è entrato nel nostro mondo interiore, per un giorno, un mese o un anno, non può avere lo stesso destino. Le lancette gireranno, inesorabili, ma, di tanto in tanto qualcosa ci ricorderà qualcuno.

lunedì 15 luglio 2013

Gli amori estivi ...

Si dice che gli amori estivi, siano, per definizione, quelli più brevi. Pare che durino, nella migliore delle ipotesi, il tempo di una stagione; e, parlando di stagioni, si dice che la stagione degli amori sia proprio quella: l'estate. Qualcuno le definisce meteore, fuochi di paglia, amori estemporanei. Eppure, quelle relazioni, rimangono per sempre nei più bei ricordi che ci porteremo dietro ... Forse perché le cose belle durano poco, forse perché, complice la bella stagione, siamo più propensi a vivere di emozioni, forse perché c'è qualcosa di magico in quei rapporti che nessuno mai potrà sapere. Quell'amore, per quanto sentito, vissuto, per quanto possa essere coinvolgente, travolgente, emozionante, molto probabilmente non vedrà mai il freddo dell'inverno, non vivrà l'emozione dello scorrere del tempo. Non sarà la quotidianità, non sarà la crescita. Eppure questi amori spesso restano in noi. Eppure ancora a distanza di anni l'emozione ci travolge al solo pensiero. Il ricordo riaffiorerà, ascoltando una canzone, guardando quel paio di scarpe che indossammo al secondo appuntamento, oppure fissando quel bracciale, quello che avremmo voluto indossare per lui, che non vide mai, ben riposto nella scatola. Da tempo immemore. Tutto è stato già detto sugli amori estivi, tanto ancora si dirà, ma quella strana sensazione che ci investe, nel momento in cui abbiamo quel bracciale al polso e che ci spinge a toglierlo e riporlo nuovamente nella sua scatola, quella non si può spiegare.

sabato 22 giugno 2013

Se l'amore fa male

Esistono persone che porteremo sempre nel cuore, non importa se sia stato un'amore importante, se sia durato una vita o un minuto, il loro nome resterà scolpito in un angolino del nostro cuore. I ricordi resteranno vivi, le emozioni, i brividi, le speranze, faranno sentire la loro forza anche a distanza di anni. Quelle persone non saranno paragonabili a nessuno incontrato fino a quel momento e da quel momento in poi, anche a storia, amore, amicizia, terminati. Il loro essere speciali sarà ricordato tanto da farle rientrare in una categoria a parte. Che sia stata l'anima gemella, il nostro completo opposto, che sia stato colpo di fulmine o un amore nato in un secondo momento, che sia stato un fuoco divampante e veloce o una fiamma graduale quella persona farà parte della nostra storia personale. Il suo ricordo sarà sempre associato a sensazioni positive. Poi ci sono quelle persone che si trovano sulla nostra strada senza che riusciamo a capire il motivo, il senso. Non tutto ha un motivo, non sempre c'è una spiegazione logica a ciò che la vita ci mette davanti. Probabilmente ci avranno fatto anche del bene, volendoci fare del male, oppure ci hanno fatto del male volendo fare del bene; nella maggior parte dei casi ci hanno fatto del male pensando esclusivamente a loro stessi. Queste persone, se incontrate in un periodo particolare della vita, in cui siamo deboli o sofferenti, possono fare male, molto male. Spesso al dolore si aggiunge altro dolore. A nulla servirà chiedersi il suo obiettivo, cosa cercava in realtà da noi. A nulla servirà porsi domande, a nulla servirà chiedersi e chiedere. "Non c'è niente da capire, così come inizia può finire" celebra una canzone, quelle stesse note accompagnano la stesura di questo post. Finirà ciò che forse non è mai iniziato, finirà un continuo tentativo di sintonizzarsi sulla frequenza sbagliata. Non era il momento? Non era la persona giusta? Non c'è mai una resa dei conti in certe cose. La vita è beffarda molto spesso, è amara e spesso tutto ciò che ci rimane da fare è buttare giù, voltare quella pagina e continuare la storia. Continuare a scrivere. Non era il momento, non era il soggetto adatto, non c'era ispirazione. Bisogna cambiare sceneggiatura, voltare pagina, continuare a scrivere. Impugnare il pennino, bagnarlo nell'inchiostro, senza paura, senza ombre, senza rimpianti, senza rimorsi. Impugnare il pennino e scrivere, fermarsi, riflettere, piangere se necessario ... E scrivere. Scrivere e riscrivere la storia, finché sarà perfetta. Di nuovo.

venerdì 29 marzo 2013

Innamorati dell'Amore

Ma cosa si può dire di più su quella parola composta da sole 5 lettere? Cosa si può dire che non sia stato già detto? Il rischio di banalizzazione è sempre dietro l’angolo quando si parla d’amore. Come sia possibile essere innovatore in questo campo battuto da secoli da fior fior di pittori, scrittori, romanzieri, stornellatori, poeti e amanti è un punto interrogativo che molti si pongono. Eppure si continua a scrivere, a leggere, ascoltare, ad ammirare opere ad esso ispirate. L’amore continua a riempire fogli su fogli e che siano canzoni, testi, musiche, poesie o semplicemente dichiarazioni poco importa. Ci fa sentire vivi, sorridere o piangere, perdere qualsiasi certezza e sentirci smarriti. Continua ad essere una delle poche cose che non dipendono da noi, o, almeno, che non riusciamo a controllare. A volte ce ne rendiamo conto proprio quando ci fa più male, finendo per chiederci come sia possibile ridursi così essendo abituati a controllare tutto ciò che gira intorno. Ci sembra una cosa lontana da noi quando non la proviamo, è difficile capire il perché di determinati gesti o rinunce compiuti per amore. Ma un bel giorno arriva e ci rapisce, ci strega, ci fa suoi e ne diventiamo schiavi. L’amore lì per chi non l’ha mai capito o condiviso o per quelli come me da sempre innamorati dell’amore.